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sabato 6 marzo 2021

Marmella di limoni

 Il limone de "la casa delle olive" quest'anno è stato particolarmente generoso e una prima raccolta "esplorativa" per verifiacre se i frutti sono maturi, mi ha permesso di fare il primo limoncello ( attualmente in infusione) e con la polpa dei limoni rimasti ho preparato una deliziona marmellata ottima da gustare sul pane o per farcire profumate crostate.


 

 8 limoni (circa 1200 gr )

850 gr di zucchero

3 cucchiaini di zenzero gratugiato 

acqua q.b.

 


 

  • sbuciare a vivo i limoni,

tagliarli a fette molto sottili,


 

  • porli in un recipiente e lasciarli in ammollo per 24 ore,
  • passate le 24 ore eliminare l'acqua e ripetere l'operazione ( questo procedimento elimina l'eccesso di ecidità)per altre 24 ore,
  • scolare le fette di limone e porli in una pentola, 
  • coprire con acqua e portare a bollore,
  • a questo punto scolare nuovamente,
  • pesare 400 gr circa dell'acqua rimasta,
  • rimettere nella pentola le fete di limone, l'acqua e lo zucchero,
  • aggiungere lo zenzero verso la fine della cottura,
  • cuocere a fuoco basso per circa 40 minuti.
  • trascorso questo tempo inavare e sterilizzare utilizzando questo metodo qui

 

 
 

 



domenica 19 ottobre 2014

Peperoni arrostiti sott'olio

Ultime conserve prima della brutta stagione: peperoni arrostiti sott'olio, per portare sulla tavola dell'inverno un po' di luce e di di calore.



1 kg di peperoni gialli e rossi
prezzemolo tritato
5-6 acciughe sotto sale
olio EVO

  • togliere  il picciolo dei peperoni, privarli dei semi e lavarli accuratamente,  avendo cura di mantenerli interi,
  • scaldare il forno a temperatura massima e adagiare i peperoni sulla griglia, 
  • mettendo la  leccarda nel ripiano inferiore per evitare che il liquido rilasciato dai peperoni cada,
  • girare i peperoni su se stessi quando la pelle della parte superiore è sufficientemente abbrustolita, ma non bruciata,
  • a cottura ultimata su tutti i lati togliere i peperoni dal forno e porli in un sacchetto di carta ( questa operazione serve per togliere più facilmente la pelle), 
  • procedere con lo spellare i peperoni e tagliarli a listarelle,
  • a questo punto disporre le listarelle in un contenitore di vetro a chiusura ermetica, 
  • alternare gli strati di peperoni con il prezzemolo tritato ed i  pezzettini di acciughe, precedentemente sciacquate sotto l'acqua corrente per eliminare il sale,
  • ricoprire con olio di oliva, avendo cura di eliminare le bolle d'aria che si formano, usando il dorso di una forchetta oppure l'apposito dischetto di plastica reperibile in qualsiasi supermercato,
  • procedere alla sterilizzazione qui, riporre e gustare dopo circa due mesi.





giovedì 12 settembre 2013

Peperoni sott'olio in agrodolce

Per racchiudere in vaso il caldo ed i colori dell'estate che sta per finire, un'altra ricette di verdure sott'olio: peperoni in agrodolce che rallegreranno il nostro inverno.Per gli ingredienti riporto le proporzioni dei liquidi soltanto, mentre per i peperoni le quantità è a piacere.

peperoni gialli e rossi
40% di aceto di vino bianco
40% di acqua
20% di vino bianco secco
sale grosso
5 gr sale fine per 500 ml di liquidi
15 gr di zucchero  per 500 ml di liquidi
zucchero 
timo
alloro
olio EVO


  • pulire i peperoni, tagliarli a pezzi irregolari,
  • porli in una capiente ciotola, cospargerli di sale grosso, coprirli con un piatto sul quale verrà messo un peso,
  • fare riposare per 24 ore: tale operazione serve per estrarre parte dell'acqua e per intenerire i tessuti come se fossero stato sbollentati,


  • trascorso tale tempo strizzare bene i peperoni,
  • intanto fare bollire, per circa 1 minuto, l'aceto, il vino e l'acqua con il sale fine, lo zucchero e in mazzetto di timo e alloro,trascorso tale tempo unire i peperoni e farli cuocere per 2 minuti dal momento del bollore,


  • infine sgocciolarli, porli in un vaso di vetro con chiusura emetica, coprire con l'olio avendo cura di eliminare tutte le bolle d'aria che si formano,
  • chiudere il vaso e sterilizzare qui,
  • come ogni conserva aspettare almeno un mese prima di gustarle.




venerdì 6 settembre 2013

Melanzane sott'olio con cipolle rosse

Settembre, mese stupendo,che ci permette di raccogliere i frutti dell'estate e conservarli in tanti modi per poterne poi godere durante il lungo inverno. Quando settembre  ci regala  delle giornate più che estive, come quelle di quest'ultima settimana, allora la voglia di cimentarsi in sperimentazioni da assaporare dopo qualche mese, il gioco è fatto. Frutta e verdura racchiudono, in questo scampolo di estate, tutto il loro sapore e i loro colori sono un tripudio di sfumature. Quello che propongo oggi sono delle melanzane sottolio con cipolle rosse: il viola della melanzana ed il rosso/bordeaux della cipolla crea delle una varietà di colore più suggestiva.

1,500 kg di melanzane tonde
una cipolla rossa piuttosto grassa
500 g di vino bianco secco
500 gr di aceto di vino bianco
500 gr di acqua
10 gr di pepe nero in grani
3/4 foglie di alloro
timo
basilico
aglio
sale 
olio EVO



  • pulire le melanzane, lavarle, pelarle a strisce alternate e tagliarle a fette alte circa 6/7 mm quindi a spicchi,
  • metterle in una ciotole, cospargerle di sale, posare un peso sulle melanzane e lasciare spurgare per almeno due ore,
  • scolarle, sciacquarle con abbondante acqua fredda, metterle in un canovaccio e lasciarle riposare sino a quando non avranno rilasciato l'eccesso di liquido,
  • portare ad ebollizione l'aceto, l'acqua e il vino con i grani di pepe e le foglie di alloro,
  • a inizio bollore unire la cipolla tagliata e fettine,
  • lasciare bollire per 2 minuto,
  • aggiungere le melanzane e fare bollire per altri 2 minuti,
  • scolare, mettere su un canovaccio e lasciare raffreddare,
  • invasare le melanzane e le cipolle  in vasi sterilizzati, alternando strati di melanzane con basilico, timo e aglio tagliato a fettine,
  • ricoprire con l'olio avendo cura di eliminare le bolle d'aria che si formano,
  • chiudere i vasi di vetro e sterilizzare qui, 
  • saranno pronti per essere gustate dopo un mese circa.





domenica 1 luglio 2012

Marmellata di albicocche

Quest'anno la natura è stata particolarmente generosa per chi ha una pianta di albicocche: le foto sono una testimonianza dell'abbondanza di questi frutti succosi, dolci, profumati. Come non cimentarsi allora nella preparazione della marmellata più profumata che ci possa essere, con quel luminoso colore che racchiude tutta l'essenza dell'estate. La procedura per la preparazione di questa marmellata è uguale a tutte quelle che ho già postato: importante è stare attenti a mescolarla spesso perché, considerato l'alto livello di zuccheri, tende ad attaccarsi al fondo del recipiente durante la cottura.




1 kg di albicocche
200 gr di zucchero
1 limone



  • lavare le albicocche e privarle del nocciolo,
  • porle in un recipiente con lo zucchero e il succo di limone,
  • fare riposare in frigo per una notte,
  • cuocere a fuoco lento per circa 90 minuti e comunque sino a quando il composto sarà sufficientemente denso,
  • porre in un vaso di vetro, chiudere ermeticamente e fare sterilizzare,(qui)



  





lunedì 18 giugno 2012

Marmellata di ciliegie

Giugno il mese delle ciliegie: quest'anno la produzione non è delle migliori anche perché il caldo si è fatto sentire solo da pochi giorni, ma la voglia di preparare un po' di marmellata ha preso il sopravvento e allora, bando al costo, mi sono cimentata in questa confettura veramente squisita.





1 kg di ciliegie mature
400 gr di zucchero
1 limone

  • lavare le ciliegie e privarle del nocciolo,
  • porle in un recipiente con lo zucchero e il succo di limone,
  • fare riposare in frigo per una notte,
  • cuocere a fuoco lento per circa 90 minuti e comunque sino a quando il composto sarà sufficientemente denso,
  • porre in un vaso di vetro, chiudere ermeticamente e fare sterilizzare, (qui)  





venerdì 8 giugno 2012

Marmellata di fragole

Quest'anno l'offerta di fragole è stata veramente copiosa: al mercato erano in vendita intere cassette di questo frutto a prezzi veramente vantaggiosi e questo mi è servito da stimolo per fare in casa una notevole quantità di marmellata.







1 kg di fragole
700 gr di zucchero
1 limone

  • pulire le fragole privandole del picciuolo, tagliarle a metà,
  • metterle in un recipiente con il succo di limone e lo zucchero,

  • fare riposare in frigo per una notte,
  • trascorso questo tempo porre sul fuoco e fare cuocere per un'ora dal momento in cui inizia a bollire,
  • porre nei recipienti di vetro, tappare e sterilizzare (qui) e (qui),

  • ottima per la colazione, squisita per una profumata crostata.




lunedì 4 giugno 2012

Carciofini sott'olio

Questa strana primavera continua a darci delle giornate di cattivo tempo ma comunque gli ortaggi e la frutta sono presenti sui banchi del mercato, pronti per essere preparati nei modi più svariati: le conserve sono un  modo veramente squisito per assaporarli anche durante l'inverno. I carciofini sott'olio sono una delle ricette più classiche: la versatilità del loro uso è conosciuta, deliziosi come contorno per un buon bollito, nell'antipasto all'italiana, sulla pizza.

1 kg di carciofini 
1500 ml di acqua
1000 ml di aceto di vino bianco
1 limone 
5/6 chiodi di garofano
10 chicchi di pepe nero, rosa e bianco
sale grosso
3 foglie di alloro
olio di oliva


  • privare i carciofini delle foglie più dure, tagliare la punta, tagliarli a metà e togliere l'eventuali parte pelosa,
  • immergere i carciofini nell'acqua e limone per evitare che anneriscano,

  • intanto portare ad ebollizione l'acqua con l'aceto, i chiodi di garofano, i grani di pepe, le foglie di alloro ed il sale,
  • fare cuocere i carciofini per circa 20 minuti,

  • scolare i carciofini, disporli su un canovaccio e fare asciugare per almeno una notte,

  • porre i carciofini in un vaso di vetro, avendo cura di pressarli e mettere una fogliolina di alloro,
  • aggiungere l'olio di oliva e continuare a pressarli per fare uscire le eventuali bolle d'aria,
  • chiudere con un tappo ermetico,
  • procedere alla sterilizzazione nel seguente modo : 
  1. avvolgere i vasi di vetro con dei panni, per evitare che tocchino tra di loro,
  2. porli in una pentola e coprire con acqua, compreso il coperchio,
  3. portare ad ebollizione e fare bollire per un'ora,
  4. fare raffreddare i baratoli all'interno della pentola,
  5. nel momento in cui i baratoli vengono tolti dalla pentola assicurarsi che il coperchio risulti concavo ( nel caso contrario ripetere l'operazione, sostituendo il coperchio),
  • riporre la conserva e consumare dopo circa un mese.



domenica 8 maggio 2011

marmellata di kumquat o mandarini cinesi

La copiosa produzione di kumquat o mandarino cinese dell'albero dei miei cognati, che vivono in Liguria, ha costretto tutta la famiglia a prodigarsi nel loro smaltimento. Anche alla nostra famiglia è toccato il piacevole onere e quindi mi sono ritrovata a produrre quantità notevoli di marmellata, con avendo purtroppo tempo a sufficienza  anche per candire questo delizioso frutto.
Conoscevo già il kunquat, che a me piace chiamare mandarino cinese, ma non avevo notizie delle sue origini e della sua storia.
Questa pianta viene chiamata anche Fortunella ed è un piccolo albero da frutto sempreverde che si presenta in forma cespugliosa, con rami fitti e qualche volta piccole spine. Le foglie sono di un verde scuro intenso,  i fiori bianchi nascono singoli o in gruppo dalle gemme.
Il frutto del kumquat, che ha lo stesso nome della pianta, sembra una miniatura ovale e lunga dell'arancia, lungo 3-4 cm e largo 2-4 cm. A seconda della varietà la buccia si presenta dal giallo al rosso. Il frutto della Fortunella margarita è ovale e ha un aspetto giallo, il frutto della Fortunella japonica è rotondo con un colore arancio ( come nel caso di quella usata da me). Il frutto viene prodotto generalmente dal tardo novembre fino a febbraio.
Il kumquat è molto più resistente dell'arancio: la Fortunella margarita richiede estati calde, dai 25 °C ai 38 °C, ma può resistere a temperature molto basse fino ai -10 °C senza problemi.
Il kumquat è coltivato in Cina, Giappone, Europa (Corfù e Grecia) e nel sud degli Stati Uniti (Florida). In Italia, il kumquat cresce e fruttifica in Liguria, ecco perché la quantità industriale che ha invaso le nostre case.
Il kumquat è originario dalla Cina (in letteratura le prime descrizioni risalgono al XII secolo), ed è stato a lungo coltivato in Giappone.  Le prime piante di questo frutto furono introdotte in Europa nel 1846 da Robert Fortune, collezionista della London Horticultural Society. Originariamente furono classificate sotto il genere Citrus, e vennero poi spostate nel genere Fortunella nel 1915.
Il frutto è commestibile ed è usato per la preparazione di marmellate e canditi. La consistenza sottile e dal gusto delicato della buccia consente di mangiare il frutto senza sbucciarlo.



1000 gr di frutti di kumquat
800 di zucchero
200 di mele
acqua

  • tenere a bagno in abbondante acqua fredda i frutti per tre giorni, avendo cura di cambiarla due volte al giorno,
  • trascorso questo tempo aprire i frutti in due e togliere i semi,
  • tritare grossolanamente i frutti e le mele con il robot da cucina,
  • porre il tutto in una casseruola con lo zucchero,
  • portare ad ebolizione e quindi fare cuocere, a fuoco lento e avendo cura di mescolarlo, per circa 40 minuti,
  • riporre in vasi di vetro, chiudere ermeticamente e procedere con la sterilizzazione ne seguente modo:
avvolgere i vasi di vetro con degli strofinacci per evitare che si rompano durante l'ebbollizione,
porli in una pentola e coprirli completamente con acqua,
portarli ad ebolizione e fare sobbollire per circa 40 minuti,
aspettare che l'acqua raffeddi prima di togliere i vasi di vetro.