venerdì 24 giugno 2011

Cheesecake con amarene

Ho sempre avuto una certa reticenza a preparare la cheesecake,anche perché l'immagine che ne avevo  era quella di un dolce bello d'aspetto ma anche un po' "Finto". Poi, vagando nella rete, mi sono imbattuta nella ricetta di Silvia e dopo averla sperimentata, non ho più avuto dobbi, la cheesecake è un dolce veramente da provare.

 Ingredienti per una tortiera di 26 cm di diametro



200 gr di formaggio morbido tipo philadelphia
300 ml di panna fresca
50 gr di zucchero
200 gr di biscotti digestive
100 gr di burro
sciroppo e amarene sciroppate 
  • sbriciolare bene i biscotti (l'ideale è farlo con un mixer, altrimenti in caro vecchio batticarne è perfetto) e metteteli in una ciotola,
  • fare sciogliere il burro e miscelarlo con la polvere di biscotto; si dovrà ottenere un composto umido che tende a compattarsi se viene pressato,
  • versare questo composto in uno stampo con il fondo rivestito di carta da forno quindi, con l'aiuto di un cucchiaio, compattarlo facendo attenzione a creare uno strato uniforme per il fondo,
  •  posizionare in frigorifero,
  • lavorare il formaggio in una ciotola con lo sciroppo di amarene,
  •  aggiungere lo zucchero ,
  • continuare a mescolare fino ad ottenere una crema densa e liscia,
  • da parte montare la panna, quindi incorporarla delicatamente alla crema di formaggio, con movimenti dal basso verso l'alto,
  • estrarre  la base dal frigorifero, versare la crema sulla base, livellarla con l'ausilio di un cucchiaio umido,
  • rimettete il tutto in frigorifero, dove dovrà restare per almeno 1 ora,
  • guarnire con le amarene, il loro sciroppo ed una spolverata di biscotti sbriciolati.



con questa ricetta partecipo al contest  " Una tira l'altra"  di "Zampette in pasta"


lunedì 13 giugno 2011

una breve vacanza in Alsazia

Il ponte del 2 giugno è stato provvidenziale per molti di noi in quanto ci ha permesso di assaporare uno scampolo di vacanza in attesa del meritato riposo estivo.
In più occasioni in casa avevamo programmato un viaggio in Alsazia, ma una sorta di maledizione ci aveva fatto rimandare il viaggio, in alcuni casi anche dopo avere già prenotato: questa meta  era diventato una specie di scommessa, tanto che avevamo timore anche a pronunciarne il nome.
Poi, come spesso accade, all’ultimo momento, nonostante un po’ di difficoltà per trovare posto, la solita allegra compagnia è riuscita a partire: chi segue il mio blog sa di chi parlo, vale a dire mio marito Gianni, mia sorella Lia e lo “zio Mario”, ossia mio cognato.
Ma andiamo per gradi, un po' di storia e di geografia di questa parte di Francia credo sia doverosa. Intanto comincia con il dire che l'Alsazia è la  regione francese più piccola,composta da due dipartimenti, il Basso Reno (Bas-Rhin, Unterelsass) a nord e l'Alto Reno (Haut-Rhin, Oberelsass) a sud.
La città principale e capoluogo è Strasburgo che è anche il centro urbano più grande, nonché capoluogo del dipartimento del Basso Reno (o Bassa Alsazia o Nord-Alsazia), seguono, per grandezza, Mulhouse e Colmar, quest'ultima capoluogo del dipartimento dell'Alto Reno (o Alta Alsazia o Sud-Alsazia, Sud-Alsace o Südelsass in tedesco).


La cosa che impressiona di più, una volta che si è conosciuto un po' dela sua storia è che, a differenza delle regioni confinanti, l'Alsazia non ha mai conosciuto un periodo di unità e autonomia.
Nei secoli ha subito alterne vicende che l’hanno portata ad essere annessa alternativamente all’impero Asburgico, alla Germania e alla Francia: in particolare sino al IX era sotto l’influsso dei franchi, verso la fine del secolo IX è passata alla Germania e  incorporata al ducato di Svevia, divisa nei due langraviati dell’Alta e Bassa Alsazia dove è rimasta, sotto gli Asburgo, sino al 1648.
Durante la guerra dei Trent'anni l'Alsazia, che era stato un fertile territorio per la diffusione della Riforma, ha subito l'influsso francese sino alle Paci di Westfalia (1648)  che cedettero alla Francia i langraviati dell'Alta e della Bassa Alsazia e la prefettura della Decapoli.
Luigi XIV rese definitiva l'unione di tutta l'Alsazia, compresa Strasburgo (1681), alla Francia, cui rimase fino al 1870, quando fu annessa assieme alla Lorena alla Germania (Trattato di Francoforte, 1871), in seguito alla guerra franco-prussiana. Nel 1919 fu restituita alla Francia con il Trattato di Versailles. Occupata dai Tedeschi nel 1940, fu liberata dagli Alleati nel 1944. Diverse forme del dialetto alsaziano, variante molto francesizzata del tedesco alemanno, sono tuttora parlate e diffuse in questa regione.



La storia di questa regione ha fatto si che L’Alsazia sia anche una terra d’arte e di cultura i cui diversi impulsi testimoniano dell’apertura intellettuale e dell’inesauribile creatività dei suoi artisti. Le diverse forme artistiche hanno una vivacità significativa, senza dimenticare l’architettura civile che conta su numerosi edifici che risalgono al Rinascimento e all’età classica, l’architettura militare che testimonia della posizione altamente strategica che ha sempre occupato l’Alsazia in Europa e il patrimonio religioso che custodisce dei veri e propri tesori architettonici.
Infine, l’ambiente rurale tradizionale con la sua ricchezza e la sua diversità, testimonia della pluralità geografica e culturale dell’Alsazia.
 Una menzione particolare meritano le cicogne che, dopo un periodo negli anni '70 in cui hanno rischiato l'estinzione, ora, grazie anche alla volontà di numerosi gruppi ecologisti, popolano nuovamente la regione e ne sono diventate il simbolo, visibile in ogni dove.




Il nostro viaggio si è svolto alla ricerca non solo delle testimonianze del passato, ma soprattutto abbiamo privilegiato le escursioni lungo la “Strada dei vini” , la degustazione dei piatti locali, lasciandoci assorbire dal paesaggio dove i vigneti si stendono per km e km, e rimanendo meravigliati come bambini nel vedere le cicogne che hanno costruito i loro imponenti nidi sui tetti delle case più belle dei numerosi villaggi, che hanno conservato ancora intatto il fascino di borghi medievali con le case a graticcio ancora mirabilmente conservate e abitate.
Sicuramente le città più note dell’Alsazia sono Colmar e Strasburgo, rispettivamente capoluogo dell’Haut-Rhin e Bas-Rhin, ma i villaggi e le piccole città che si incontrano sono numerose e tutte piene di fascino.
L’Alsazia ha una forte connotazione anche turistica e questo forse ha reso alcuni luoghi e prodotti non così autentici, ma nel complesso mantiene ancora una forte identità culturale sua propria.
Come ho detto Colmar è il capoluogo dell’Haut-Rhin ed è conosciuta universalmente per il suo centro storico ricco di case a graticcio





ed il quartiere denominato “Petite Venice” per il dedalo di canali sui quali si rispecchiano le case.



e il "Quai de poissonerie", che costeggia l’Antica Dogana.




Ma non tutti forse sanno che la statua che di trova al centro della Piazza dell’Antica Dogana , opera di Bartholdi ( l’autore della Statua della Libertà e originario di Colmar), rappresenta Lazar de Schwendi, comandante al servizio dell’impero e signore di Hohlandsbourg, che si era battuto contro i turchi. Il tralcio di vite che tiene in mano è il ceppo di Tokay che piantò nelle sue terre e secondo la legenda il primo ad essere introdotto in Alsazia.


Colmar è ricca di belle case, di particolare interesse sono la “maison Pfister”






e la “maison des tetes”




Le strade del contro storico di ogni città dell’Alsazia, grande o piccola che sia, è caratterizzata da negozi di prelibatezze tra le quali spiccano le pasticcerie stracolme di Macarons, pain d’épice ma soprattutto il dolce tradizionale alsaziano il Kugelhupf, la cui ricetta è ripetuta, sino alla noia, su ogni oggetto pronto per essere venduto al turista.
Non mancano comunque anche delizie salate!!!!





giovedì 9 giugno 2011

Dopo molti giorni eccomi di nuovo a voi dopo un periodo di assenza dovuta ad una piccola vacanza nel ponte del 2 giugno e per problemi al computer. Per rilassarmi un po', prima delle ferie estive sono stata in Alsazia, dolce regione della Francia meta imperdibile per gli amanti dei percorsi enogastronomici. Appena mi è possibile pubblicherò un post con alcune indicazioni utili e tante foto.
Ricordo a tutti quelli che visitano il blog, e non solo, che il contest " Insalata, non solo dieta" continua sino al 30 luglio 2011 e pertanto aspetto le vostre ricette.

lunedì 30 maggio 2011

oggi è il mio compleanno

Oggi è il mio compleanno e mia figlia mi ha preparato una meravigliosa crostata di frutta fresca!!!!!!!!

contest "Afternoon tea time"

Quando mi sono imbattuta nel contest " Afternoon tea time"  di  " La casetta di ciocccolata"  ho pensato che sarebbe stato carino partecipare allestendo  un vero tea in giardino accompagnato da  due tipo diversi di dolcetti molto, ma molto sfiziosi anche se diversi tra di loro.
Si tratta di due ricette classiche della pasticceria mignon ossia i " Bigné alla crema chantilly"  e dei         " Cestini di pasta frolla con crema chantilly e frutta di stagione". Quando ho finito l'apparecchiatura mai figlia Giulia, preziosa collaboratrice per i decori e per le fotografie, mi ha suggerito che sembrava proprio la tavola che da bambina avrebbe desiderato per giocare "alle signore" con le sue bambole.

Bigné alla crema chantilly

per la preparazione dei bigné ( pasta choux)
per la crema chantilly qui
per la glassa o ghiaccia :

100 gr di zucchero a velo
25 ml di acqua
colore per alimenti
  • mescolare lo zucchero a velo con l'acqua,
  • aggiungere i colori per alimenti,
  • se si desidera è possibile aromatizzare la ghiaccia con assenze secondo il proprio gusto,
  • per decorare i bigné, porli su una gratella e con l'aiuto di un cucchiaino versare la glassa,
  • lasciare quindi asciugare bene.




Cestini di pasta frolla con crema chantilly e frutta di stagione

per la pasta frolla qui
per la crema chantilly qui
frutta fresca di stagione ( ribes, mirtilli,ciliege, kiwi)

  • stendere la pasta frolla dello spessore di 3 mm circa,
  • tagliarla alternando la forma tonda con quella a fiore,
  • porre la pasta così tagliata nei pirottini e questi negli stampi da muffin, avendo cura di formare dei piccoli cestini,
  • cuocere , a forno precedentemente preriscaldato a 180°, per circa 20 minuti,
  • riempire i cestini con la crema chantilly e decorare con la frutta.





con questa ricetta partecipo al contest "Afternoon tea time" di " La casetta di cioccolato"

domenica 29 maggio 2011

pasta alla Norma

Da molto tempo ormai seguo regolarmente il blog "Mon petit bistrot" , che è spesso fonte di ispirazione e di conoscenza. 
Quando mi sono imbattuta nell'ultimo sfida di Claudietta, " Le ricette letterarie di Andrea Camilleri ispirate alle avventure del commissiario Montalbano" non ho potuto fare a meno di visitare il sito "Fan club Camilleri"  e verificare se la memoria mi ingannava o meno per partecipare con la ricetta che avevo in mente. Per fortuna i miei ricordi erano giusti, infatti ne   " Il ladro di merendine" , si fa menzione a " La  pasta alla Norma" , uno dei piatti classici della cucina catanese a base di pasta (solitamente maccheroni, ma nel mio caso ho usato dei torciglioni) condita con pomodoro e con l'aggiunta successiva di melanzane fritte, ricotta salata e basilico.
Sembrerebbe che a dare il nome Norma alla ricetta sia stato Nino Martoglio, il noto commediografo catanese. Davanti ad un piatto di pasta così condito esclamò: "È una Norma!" ad indicarne la suprema bontà, paragonandola all'opera di Vincenzo Bellini.

per quattro persone
1 kg di pomodori freschi da sugo
1 cipolla di medie dimensioni
3 cucchiai di olio di oliva
1 melanzana tonda
un ciuffo di basilico
250 gr di pasta
olio per friggere
sale q.b.

  • fare imbiondire la cipolla nell'olio, avendo sempre cura di non farla rosolare troppo,
  • aggiungere i pomodori freschi, privati della pelle, dei semi e tagliati a pezzettoni, alcune foglie di basilico fresco ed il sale,
  • fare cuocere per circa un'ora,

  • intanto tagliare a cubetti la melanzana, tenerla, per non meno di un'ora,  in uno scolapasta cosparsa  di sale per fare spurgare il liquido scuro e amarognolo,
  • risciacquare le melanzane, strizzarle e asciugarle con la carta da cucina,
  • friggerle in abbondante olio per alcuni minuti,

  • cuocere, in abbondante acqua salata, la pasta,

  • scolarla al dente e ripassarla in padella con il sugo di pomodoro e le melanzane,
  • servire con un'abbondante grattata di ricotta salata ed alcune foglioline di basilico fresco,

  • una piccolla avvertenza : la ricotta salata é molto saportita e quindi fare attenzione alla quantità del sale sia della pasta che del sugo, oltre che a quello delle melanzane, che potrebbe alterare il gusto del piatto che deve essere deciso ma equilibrato.




con questa ricetta partecipo al contest 
Le ricette letterarie di Andrea Camilleri ispirate alle avventure del commissiario Montalbano
di  Mon petit bistrot

giovedì 26 maggio 2011

pasta fredda

La primavera sta ormai cedendo il passo all'estate e da qualche giorno le giornate sono veramente calde, forse troppo. La voglia di accendere i fornelli è poca ma nello stesso tempo non siamo ancora del tutto entrati nell'idea di cambiare la nostra alimentazione e passare decisamente a cibi più consoni alla stagione.
Oggi pomeriggio, dopo una delle tante giornate di lavoro molto intenso, la fantasia non era certo delle più brillanti ma, dopo avere esplorato dispensa e frigorifero, complice la spesa fatta solo alcuni giorni fa ho optato per un bel piatto di pasta fredda. In casa amiamo molto di più la pasta rispetto al riso freddo e la mia ricetta base, per entrambi, è costituita da una certa varietà di ingredienti, tra cui la giardiniera sottaceto che trovo dia maggiore carattere al piatto, rispetto ai vari condimenti già pronti, molto untuosi e con un gusto piatto...piatto. Le quantità sono indicative ma dovrebbero essere sufficienti per 5/6 persone.

300 gr di pasta corta
250 gr di giardiniera sottaceto
150 di tonno al naturale
4 wustel piccoli
150 gr di formaggio tipo leerdamer
2 uova
olive taggiasche
pomodorini
basilico
4 cucchiai di olio di oliva
sale q.b.

  • cuocere al dente la pasta in abbondante acqua salata,
  • scolare la pasta e passarla sotto il getto dell'acqua fredda per fermare la cottura,
  • condire con l'olio di oliva,
  • contemporaneamente fare le uova sode,
  •  tagliare a piccoli pezzi la giardiniera, il formaggio, i wustel, le uova raffreddate, i pomodorini  e spezzettare il tonno,
  • unire il tutto alla pasta,  aggiungere le olive e qualche foglia di basilico spezzettata con le mani,
  • è possibile colorare la pasta di un bel giallo intenso aggiungendo una bustina di zafferano all'acqua di cottura.